CONVERSAZIONE CON PADRE GUGLIELMO
a cura di

Fr. Corrado Corazza

Il numero 3/1986 di MC ha pubblicato una mia intervista a fr. Guglielmo che ha riscosso molti consensi ed è stata riportata integralmente dal settimanale diocesano "Corriere Cesenate".
Ho creduto allora opportuno porre a fr. Guglielmo altre domande interessanti ed attuali, certo di avere uno strumento di autentica testimonianza per l'animazione vocazionale nella nostra Regione, e sicuro di fare anche una cosa gradita ai molti lettori di
MC.

Cosa diresti a un giovane che ti domanda di farsi frate?

 

Figliolo mio dilettissimo, sono più di 62 anni che il Signore fece sentire a me il desiderio struggente di farmi frate. Avevo circa 8 anni quando dissi sì al Signore.

Ti garantisco che non mi sono mai pentito di questa scelta. Mi ha riservato sempre grandi consolazioni. Ho solo un rammarico: di non aver saputo corrispondere con tutte le forze a questo sublime ideale:Gesù!,  come il Padre S.Francesco e come gli innumerevoli santi che hanno professato la Sua regola.

Quante volte nei momenti più decisivi (ingresso in Noviziato, Professione temporanea o solenne, Ordinazione sacerdotale), nei momenti più soavi o più difficili ho ripetuto: Grazie, Signore, di questo dono immenso della vocazione, di avermi chiamato a seguirti come S.Francesco, S. Bonaventura, S. Felice da Cantalice, S.Lorenzo da Brindisi, S. Fedele da Sigmaringa, S.Leopoldo, P.Pio, in questa strada così ricca di sorprese.

Perdonami, Signore, tutte le mie resistenze, infedeltà, viltà! Convertimi, Signore, dammi quello che vuoi. Sì, Signore, se avessi mille vite, le consacrerei tutte a Te, per la Tua gloria, per farti conoscere e amare da tutti.

Padre celeste, Ti amo col Cuore di Gesù e di Maria, di S.Francesco, di tutti i miei Santi confratelli.

Fratello mio, io ho provato tante volte, ma sento che questo è un modo  stupendo per realizzarsi e lasciami dire: "è il modo più bello".

Tu ti senti stomacato da un mondo tutto nefandezze? Ecco la strada specialissima: realizzarsi in ogni virtù.

Non ti basta una vita vissuta nelle pur soavi e sante pareti domestiche? Eccoti la strada per diventare Padre e Fratello di tutti gli uomini.

Ti piace vivere di preghiera, sempre vicino  al Signore, nella Sua casa, presso il Tabernacolo, con Gesù, con Maria a Nazareth, come gli Apostoli per le vie della Palestina, come Marta e Maria a Betania? Tutto questo ti è garantito dalla vocazione alla vita religiosa.

Ti piace conoscere profondamente, vivere integralmente, far conoscere a tutti Gesù, il Suo  Vangelo di pace e di salvezza? Questo è proprio quanto la vocazione esigerà da te.

Ti piace donarti agli ammalati per insegnare il più difficile e prezioso dono della vita: aiutare a soffrire e morire, come e con Gesù Crocifisso: dare il massimo calore all'ultimo periodo della vita per trasformare in olocausto le ultime ore e fare al Signore il dono supremo della vita a vantaggio di tutte le anime?. Eccoti Cappellano negli Ospedali, tra i lebbrosi come S.Francesco.

Ti piace cogliere come S.Paolo, come S.Francesco, con tutte  l'ardore il comando di Gesù "Andate fino agli estremi confini del mondo, portate il mio Vangelo, la salvezza a tutte le anime della terra in missione fra i più lontani, poveri, affamati, assetati?". Questo ... S.Francesco ti propone. Abbiamo tante missioni in tutto il mondo.

Santificare tutti i momenti della vita dei fratelli in una parrocchia, nel ministero pastorale non ti piacerebbe? Dare la vita divina con  il Battesimo, preparare all'incontro con Gesù nella S.Comunione, i ragazzi, l'amplesso del perdono a tutti, preparare alle meraviglie sconfinate della Pentecoste. Portare tutti alla S.Messa perchè tutti rivivano.

Quale grandezza, quale dono infinito, celebrare ogni giorno la S.Messa per la gloria di Dio! Quale bene infinito per tutta l'umanità: una Messa vale più di tutte le preghiere e azioni sante.

Non ti piacerebbe essere sacerdote per avere ogni giorno questo dono infinitamente grande e bello?

E' memoriale della vita, passione, morte e risurrezione di Gesù.

La vita si vive una volta sola è un soffio, ha un calore infinito in ogni istante. Ogni istante ha un valore di eternità. Seguire questa vocazione, è mettersi in condizione privilegiatissima  per realizzare al massimo tutti questi doni.

Certo, figlio mio, rinunciare a tutto per abbracciare questo sublime ideale e poi non impegnarsi a viverlo con tutte le forze è una disgrazia troppo grande.

Non sai. Questo ideale più si vive, più diventa facile,bello, fecondo ... Ma se non si vive, in proporzione diventa difficile , insopportabile, impossibile! ... Se tu accetti, non venire per guardare come fanno gli altri, pretendendo che gli altri tuoi confratelli vivano integralmente l'ideale. Tu devi entrare sordo,cieco, muto, per ascoltare il Signore, contemplare il Signore, parlare con il Signore o del Signore come ha fatto S.Francesco e i suoi veri figli, gli innumerevoli santi.

Ricorda che: dono inestimabile è la vocazione, e dono inestimabile è la corrispondenza alla vocazione anche nelle minime cose, quanto più nelle eroiche.

Allora pregare, invocare, implorare costantemente questo dono e la più perfetta corrispondenza.

La Madonna e la  vocazione.

 

La Madonna è la creatura della più sublime vocazione e della più sublime corrispondenza alla vocazione.

E' modello, è Mediatrice, è Madre per la tua vocazione. Vedila a Cana che ottiene il primo Miracolo, perché gli Apostoli credano nel seguire Gesù.

Modello perfettissimo nell'accogliere e vivere la Parola, la volontà di Dio. Chi  ascolta la mia Parola come Lei è mia Madre!

Al Calvario nei momenti più difficili  per la perseveranza suprema di Giovanni, di ciascun chiamato: "Ecco la tua Madre. Ecco il tuo Figlio".

Nel Cenacolo della Pentecoste: "Erano perseveranti con Maria ... e ricevettero come Maria lo Spirito Santo. Ed ebbero la  Divina testimonianza su Gesù e divennero i veri testimoni di Gesù fino al sangue".

La vocazione di S.Francesco e la Madonna! La vocazione di tutti i santi e la Madonna! La tua vocazione e la Madonna.

C'è una parolina, una formula, un sentimento magico per corrispondere sul serio fino alla perfezione alla S.Vocazione.

S.Atanasio lo rileva singolare tra i consigli di S.Antonio, padre del monachesimo orientale:

"Non dal luogo né dal tempo ..... ma dall'intensità del desiderio e dalla fermezza  del proposito viene la perfezione della vocazione" e incominciare da capo tutti i giorni, tutti i momenti.

Per concludere, c’è una persona che dà la vocazione che custodisce e sviluppa, momento per momento, la vocazione, che te la porta alla più sublime realizzazione nella maniera più garantità?

Sì, è lo Spirito Santo.

S.Antonio Abate che ha fatto esperienza personale in questo e di fecondità specialissima nel generare moltissimi a più sublimi vocazioni, come pochi altri nella storia della salvezza, così insegna : "Prego che Vi sia concesso il grande spirito di fuoco che è stato donato a me. Se avete il desiderio di riceverlo ed ospitarlo, cominciate  con l'offerta dell'impegno ascetico e dell'umiltà del cuore, poi dischiudendo giorno e notte, il vostro pensiero alle realtà celesti, cercare con cuore puro questo Spirito, vi sarà concesso ... Quando  lo Spirito scenderà in voi, vi dischiuderà i misteri più alti, dissiperà dal vostro cuore la paura per qualunque essere, uomo o belva, e  la gioia celeste sarà vostro possesso inalienabile, giorno e notte".

S.Francesco ha fatto la stessa esperienza e dà lo stesso insegnamento ai suoi, dopo l'apparizione della regola dice con grande nostalgia : "Fratelli miei, facciamo Generale dell'Ordine lo Spirito Santo!".

Ti senti più apprezzato dai, frati, o dalla gente?

 

Mio Dio, che domanda è mai questa? 

Risposta a bruciapelo in una parola sola: "Troppo apprezzato da tutti!"

Alla scuola di S.Francesco, tutto di Gesù Crocifisso, fin dal  noviziato ho imparato quelle famose sentenze anche queste molto gustate anche se non vissute sul serio:

"Mihi absit  gloriari nisi in Cruce D.N.Jesu Christi per quem mihi  mundus crucifiscus est et ego mundo!", e ancora "Mihi vivere Christus est et mori lucrum”, e ancora: “Ama nesciri et pro nihilo reputari" .

"Che io sia un nulla per le creature".

Ma ti senti apprezzato più dai Frati o dalla gente?

Posso premettere un altro pensiero?

Da quando ho capito meglio la mia vocazione, ho imparato un po’ più ad amare che ad essere amato, più a servire che ad essere servito! In modo speciale da Papa Giovanni ho imparato  un po' a guardare quello che c'è di positivo negli altri non di negativo, quello che unisce, non quello che divide; anche ogni mio fratello mi è sempre stato molto caro.

Ricordo che quando venne il P.Generale o il suo rappresentante in visita, mi chiese  se andavo d'accordo con i fratelli. Io gli parlai di tutte le specialità con compiacenza, sicché rimase contento  della cosa singolare.

Sì, mi è stato e mi è di grande gioia vivere con tutti, con ognuno.

Allora ognuno è  stato oggetto del mio amore.

Alla scuola di S.Francesco, Fratello universale, perfetto discepolo di Cristo che comanda "Siate perfetti come il Padre Celeste!", "Siate figli del Padre nostro Celeste, che fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere  sopra  i giusti e sopra gli ingiusti ... Siate perfetti come è perfetto il Padre nostro celeste".

A proposito posso dire che mi è sempre piaciuto molto questo pensiero di Miceta Stethavos

“ … Così ho imparato a vivere un po' quello   che è mio motto da gran tempo -Tutto per ognuno e  in ognuno per tutti quanti furono, sono, saranno".

Sicché  adesso viene bene la domanda: “Ti senti più apprezzato dai frati o dai secolari?", domanda cui rispondo con poche parole: "Mi sono sempre sentito apprezzato dai frati e dai secolari,  e se raramente qualche fratello è stato un po' urtato dal mio agire,questo è stato  ... dono perché i miei confratelli mi hanno sempre troppo apprezzato e amato”.

Nella mia puerile ingenuità capisco che i secolari mi stimano e amano troppo. A volte sento che profanano veramente la parola santo ...

Mio Dio , questo è proprio motivo di grande dispiacere e incomprensione. Mi è sempre piaciuta la preziosa ammonizione del contadino a S.Francesco : "Dicono che siete santo. Vedete di esserlo sul serio se no siete ipocrita". Sì, veramente, questa stima è un forte invito alla conversione, e non voglio essere ipocrita, ... e compiacermi di tutto quello di bene e quanto di meglio affermano i miei confratelli.

Di quando in quando penso alla mia nullità  e al male fatto,alla capacità che è in me di farne tanto di più, più di qualunque altro, penso alla verità che racchiudono le parole di  Papa Giovanni: "Sì, l'umiltà mi ha sempre fatto buona compagnia" e mi pare di poter dire che  il pensiero del mio nulla mi da pace.

Vigilo per non giudicare e condannare mai nessuno, giudicare e condannare me stesso. Sono nella verità quando penso e ripeto   che non ci fu, non c'è, non ci sarà mai nessuno peggiore di me. E' realtà e necessità gravissima, è prudenza e sapienza indispensabile che io pensi sempre che come fisicamente, molto più spiritualmente  io sono in equilibrio instabile e posso sbagliare come nessun altro ...”.

Conosco queste stupende parole sull'Umiltà  e chiedo al Signore misericordioso che le cambi in esperienza di vita: "Non dovrai pensare di avere fatto qualche passo innanzi,se non sarai arrivato a sentirti inferiore a tutti. Il considerarti inferiore a tutti non ti recherà alcun danno, mentre te ne recherà moltissimo l'anteporti anche a uno solo". ("Imitazione di Cristo"). "L'umiltà è madre di ogni virtù e porta con sé l'abbondanza di tutti i beni".(S.Basilio).

Come trovi il tempo per pregare e per dormire?

 

A proposito di pregare e di dormire,così su due piedi, mi da fuori una definizione che a volte mi viene da pensare e che qualche volta ho detto poco piacevole,certo, ma vera:

"Non so pregare!  Dormo sempre!".

Certo, a proposito di pregare, nella nostra storia francescana cappuccina, abbiamo espressioni e pensieri che mi hanno molto commosso e insegnato.

Per es. il Celano, primo biografo di S.Francesco che dice del Serafico Padre "Francesco non pregava; era l'orazione vivente". Troppo bello!!

Il nostro S.Felice (da Cantalice) ha percorso le vie  di Roma per 40 anni questuando, sempre fedele al suo programma:"Mente in cielo, occhi in terra, corona in mano".

Il nostro S.Serafino da Montegranaro, buono a nulla quando si presento chiedendo di essere assunto, di fronte allo sgomento del Padre che scopriva avvilito i suoi grandi limiti, uscì fuori a dire,mostrando Crocifisso e Corona: "Non ho che questi due strumenti, con questi spero di giovare alla religione e farmi santo". E come giovò alla religione, e come seppe farsi santo!

Il nostro S.Corrado da Parzam lavorando da bravo nella sua fattoria, aveva sempre la corona in mano e da frate nei più e più di 40 anni di vita religiosa, mai abbandonò la sua corona e il Signore ha voluto segnalare questa sua specialità: del suo corpo è rimasto intatto il dito che sgranava la corona.

Il nostro Bernardino da Asti, ecco, proclamava sempre questa specialità: "Noi possiamo sempre, sempre, sempre pregare e amare".

Pregare e amare, amare e pregare.

Ascoltare o proclamare la Parola di Dio è pregare. Per me è grande gioia accogliere tutto il giorno le persone, di solito al Crocifisso o altrove, anche oltre le ore 12 fino all'una, più raramente fino alle due pomeridiane, molto raramente fino alle tre pomeridiane. E così la sera fino alle 8, senza stancarmi quando, raramente, sono impegnato fino alle ore 9 di sera ... perché è per accogliere il fardello di preoccupazioni e sofferenze, a volte le terribili tragedie da lacrime di sangue dei fratelli per pregare, per affidare tutto insieme al SS.Crocifisso, alla Madonna. Cercando sempre di valorizzare la Preghiera con la Parola di Dio: "Venite a me e vi consolerò". "Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me. Vi lascio la pace, vi dò la mia pace, non come la da il mondo, la dò a voi, non sia turbato il nostro cuore...".

In particolare per i giovani:"Vi mando come agnelli fra i lupi. Siate prudenti come serpenti e semplici come colombe".

Per insegnare a vincere ogni discordia, molto frequentemente dò questo insegnamento-preghiera: "Non farti vincere dal male, vinci il male col bene, mantieni la tua pace con tutti per quanto dipende da te. Affida al Signore di fare giustizia: tu accumula sul corpo del tuo avversario carboni accesi di bontà; se ha fame, se ha sete,eccetera,spesso suggerisco la ricetta di S.Francesco di Sales, infallibile: "un bicchiere di scienza, un barile di prudenza, un mare di pazienza". Il "poster" del  sorriso può far bene a tutti, specialmente a chi è un po' esaurito: "Preghiera - catechesi e catechesi - preghiera".

E, di solito, quale la serie di preghiere?

"Vieni, Spirito Santo, riempi il cuore del tuo amore! Noi ti adoriamo SS... Cristus factus ... Domine  J.Criste , Sancte Michael Arc. defende nos.

Sotto la Tua protezione ci rifugiamo e ci consacriamo al Tuo Cuore Immacolato, non respingere.

Angeli e Santi tutti fate ...che trascorriamo.".

Quando portano dei piccolini: "Oh Gesù, che hai voluto essere piccolino e hai amato tanto i piccoli e li hai accarezzati quando ti venivano presentati, guarda questi piccoli e tutti i bimbi della terra, benedici con la Tua mano onnipotente, Crocifissa, sanguinante, gloriosa, questo piccolo e tutti bimbi della terra e fa che  il male non corrompa mai la sua, la loro mente  e cuore, crescano come Te in sapienza, età e grazia. La Tua benedizione onnipotente sia su  di lui e sui suoi cari, su tutti e rimanga sempre. Tu che vivi e regni con Dio Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli".

E' delizia pregare così tutto il giorno per ognuno che viene, in    uno, per tutti quanti furono, sono e saranno fino alla consumazione dei secoli.

Perché nell'attendere nessuno si annoi, amo molto, attraverso le bobine, invitare es. a recitare il S.Rosario col S.Padre Giovanni Paolo II° su Lourdes, Fatima.

Io stesso ho registrato un po' del S.Vangelo col commento bello della Civiltà Cattolica, o i Messaggi del S.Padre , ecc..

Perché tutti perpetuino nelle case la preghiera, raccomando e offro il S.Vangelo per tutti i giorni, col santino stupendo della Madonna Annunciata di Della Robbia.

L'immagine grande di Della Robbia ai giovani: a scuola di tanta Maestra per il corredo spirituale per una famiglia garantita.

E' molto bello pregare così tutto il giorno ...

Mi piacerebbe molto andare a tutte le case come faceva ogni giorno il P.Filippo: vado solo raramente.  

Poi vado molto volentieri,  sempre, al  telefono, ci starei  sempre per ascoltare, pregare, benedire tutti. Poter comunicare con grande gioia e grazia con ogni fratello della terra.

Anche il dovere epistolare mi piace molto e vorrei essere sempre tempestivo, ma la mia penna si è molto arrugginita e subisco ritardi.

Pregare e scrivere,purtroppo, si affoga anche nel sonno o in un mare di scarabocchi.

Mi piace molto pregare per i corridoi. Troppa grazia, passeggiare, al pomeriggio, per l'orto recitando il S.Rosario.

Bellissimo anche tuffarsi nel S.Rosario meditando i 15 Misteri con una o due o tre Ave Maria ogni Mistero.

Mi ero scocciato quando mi dissero (non so se bene informato) che, a un certo momento, il Card. Suenens, Primate del Belgio, non era molto per il Santo Padre.

Ma quando, al IV centenario dell'istituzione del S.Rosario per parte di  S. Pio V, detto Cardinale pubblicò un suo stupendissimo articolo a commento, che ho letto più volte, anche in pubblico dalle Capuccine a Cesena intitolato "Il S.Rosario preghiera dello Spirito Santo", bello, bellissimo; mi sono riconciliato con lui.

Il S.Rosario meditato, contemplato, vissuto così come la Madonna l'ha vissuto nello Spirito Santo ... troppo bello, nei frammenti della giornata, al pomeriggio, alla sera ..., ma sempre da povero peccatore, molto superficiale.

E' un grosso dispiacere non potermi tuffare, alla sera, nella Cappella dell'Adorazione, perchè non si sente il telefono (sono telefonista alla sera).

"Ci vuole un campanello nella stanza vicina ..."

Gesù nel Tabernacolo  vale infinitamente più che tutte le televisioni della terra!

Nella Cappella dell'Adorazione ci sono Gesù e Maria, come a Nazareth. Stare un po'a Nazareth con Gesù e Maria non è Paradiso?

Povero me! Alla sera andare a pregare,avermi da unire a loro con un po' di Rosario e con Vespro e con pietà.

Guai se mi metto seduto o in ginocchio o con la faccia per terra ... Ci rimango tinco e faccio anche l'una,le due! Altro che pregare; sono specialista nel dormire e russare.

Però mi pare Paradiso svegliarmi e pregare così un altro po' davanti a Gesù e Maria.

 

C'è chi ha bisogno delle pillole per dormire, io alla sera, se non sto attento, e capita, non riesco a stare sveglio.

Ecco; non so svincolarmi dalle spire del sonno ... Ma il peggio di tutto è che non ho ancora imparato a pregare, perciò il mio pregare è tutto un vaneggiare, come dire, un dormire.

Mi spiego: S.Bonaventura nel suo capolavoro "Itinerarium mentis in deum" sostiene più volte che l'incontro estatico con Dio, l'esercizio della contemplazione mistica non è un privilegio riservato a pochi, ma un dono promesso a tutti: qualsiasi uomo o donna, dotato di intelligenza e volontà normali, possono essere chiamati al godimento di esperienze mistiche se hanno viva fede, se si dedicano veramente alla preghiera, riflessione, filosofica e teologica, se soprattutto si esercitano in ogni opera buona. Ecco la conclusione sublime del Capolavoro del Dottore Serafico S.Bonaventura: "Questa dolcezza mistica e segretissima nessuno la conosce, se non chi la riceve; nessuno la riceve,se non chi la desidera; nessuno la desiderase non chi è infiammato fin nelle midolla dal fuoco dello Spirito Santo".

A che punto sono io con questo pregare estatico che rapiva in estasi per notti intere il mio S.Felice; che faceva volare S.Giuseppe da Copertino come una rondine, che incatenava all'altare per otto - dieci ore fino a quattordici ore il nostro S.Lorenzo da Brindisi?

Purtroppo debbo ancora incominciare!

Ecco perché alla domanda:come trovi il tempo per pregare e per dormire ho risposto con verità: "Non so pregare, dormo sempre".